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Riflessioni 12 aprile 2013 · lettura 2 min · 1909 letture

Avec le Temps (Lettera)

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Odo le lacrime, le odo Ma non ho abbastanza per reggerle indosso amore mio. Le osservo come un tenero bambino potrebbe osservare questa vita schiudendo i pugni nella sua morte bianca o le stele, che non hanno spiegazione dentro questo cuore che sfugge e che non dà pace, non dà pace Non c'è soluzione plausibile, per gli oblii e le mie canzoni. Non ho la chiave giusta né il ritmo serrato ed ignobile uccido uccido l'amore che m'uccide, ed è ignobile Ed io, io lo sento da sempre lo sento e sono conscio. Come uno sguardo vigile, sono conscio sopra le fessure sporche dei miei sodalizi con il nero, sulle mie depravazioni Del sempre scalzo cammino, dei devoti e le lotte dei servi contro la morale delle notti, dei giorni, della morte, c'ora aspetta m'aspetta fedele ed io sono stanco molto stanco, amore mio, anche se sorrido Forse è giunto il tempo il tempo dell'abbandono delle speranze deluse, nuovamente interrotte Come quella luce, quella luce in fondo ad un secchio che colpì l'ignaro spezzandone la realtà Negli inneschi inevitabili la caduta degli Dei e le sentenze decise su radici recise - come guerre lontano ad Oriente risuonano di possibile epilogo stretto per le nostre doti, ma così sincero, che si potrebbe infine accettare, si potrebbe quasi sperare non credi amore mio? Quanto ancora, quanto devo dare amore mio? quanto questo inutile deve per riuscire a dimenticare ogni sconcia disgrazia? Quanto questa fragranza marcia deve ancora risplendere in un mondo che non gli appartiene, che non è più suo?
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Immagine di © Daniel Merriam

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (4)

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C

forti domande per porre fine a un travaglio interiore, una poesia che coinvolge emotivamente, veramente intensa

EmiliaGuerra12 aprile 2013

non si può dimenticare, non ci sono parole per una vita acerbasmente spezzata! bisogna avere la forza di sopravvivere alla miseria della vita!

Fiammetta Campione13 aprile 2013

Versi densi di amarezza, rassegnazione, impotenza generate da un forte travaglio interiore, arrivano forti come pugnalate. Un bilancio, dopo tanta spfferenza, la tentazione di una resa.

Rita Stanzione13 aprile 2013

Vulnerabile l'animo, l'identità, la collocazione... intensi versi che scoprono ferite e disillusioni. "...Come quella luce, quella luce/ in fondo ad un secchio/che colpì l'ignaro/spezzandone la realtà" magnifica frase!