Cicuta

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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Che ritmo! Tra ricordi e visioni che evocano il passato, che atmosfera!
La Gamma variegata di visioni mischiate alla concretezza del vissuto formano un proscenio surreale, io Moloch le Driadi mitologiche danno vita ad una rappresentazione inusuale che vive nei sogni e/o nelle visioni dell'autore .
Mi piace questo ripetitivo suono secco come un qualcosa di trascinato, uno strascicare lento e ostinato... Mi piace il senso pervasivo di nausea e l'ossessività della stessa insopportabile sensazione di qualcosa che dovrebbe esserci, ma non c'è... Mi piace perché c'è tutto ...tranne un nesso...
Un pezzo di mondo contaminato di veleno, visioni profondamente incise, dall'aria funesta... quella "cenere come unica spiaggia nera/su cui riposare, allungare, andare" è un'immagine che paralizza... e l'ultima strofa, bellissima su tutte...
Un mondo malato, avvelenato in questi versi che hanno un'atmosfera tetra, una presa d'atto del negativo; di contro, c'è la vita che continua, la parte sana, forse una speranza c'è ancora... bellissima, splendida la chiusa
Apocalittico scenario dove la commistione fra futuro e passato non è retorica ma un riproporsi di quei corsi e ricorsi che si perdono, però, nella memoria del tempo. Il lettore "osserva" nei versi lo snocciolarsi di una visione quasi profetica, una visione che a tratti appare parallela fra il contesto esterno e il mondo intimo dell'autore... Il "ritorno" avviene tra elementi- simboli rassicuranti: il sole e un cielo... un profumo di mercato... ed una chiesa... voglia di recuperare un passato a misura d'uomo.




