Ciel
Ciel, che burrascoso mi opprimi,
plumbeo, cupo e minaccioso,
incombi sui nostri destini,
con quel tuo grigio fumoso.
Ciel, che mi cingi la vita,
che onnipresente mi scruti,
indicami la via d'uscita,
tu che di tristezza ti nutri.
Ciel, infinitamente lunatico,
ti intravedo dalla mia finestra,
così inarrivabile, così antico,
immobile sopra la mia ginestra
mastodontico e brutale,
scherzi con le vite, gli incubi,
i destini, i progetti; di me, mortale,
mentre vagano le tue nubi.
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Commenti (2)
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mollimra23 maggio 2013
il cielo, eterno spettatore molto bella complimenti
Annamaria Barone21 luglio 2013
questo cielo che sembra immutabile, come un coperchio a volte minaccioso di nuvole dense a volte aperto a giochi di nuvole e vento, eppure sembra opprimente, quasi come se nella sua atmosfera avesse raccolto tutto il dolore del mondo. Cupa, noir per certi versi ma bellissima lirica, attrae il lettore e lo induce alla riflessione
