Felice
Non lo so come continuare.
Questa stanza è un punto fermo dopo una mancata esplosione.
Sono le coincidenze a fare le domande, a dare le risposte.
Il tempo è dei segni e ci vogliono occhi contrari per vederli e resistere
alla tentazione del destino.
Non lo so come continuare.
Questo punto fermo è la mia casa viaggiante, costruttore di scale celesti
e stradine buie. I ladri e le nuvole stanno fuori ma li sento.
Non lo so, ma se mi vedo dall’angolo in alto a sinistra della mia stanza
vedo un uomo sdraiato sul divano che scrive, una luce rossa, una musica
che viene dal sottosuolo
e mille altre note camminare sul parquet,
saltellare fino a me al ritmo di questa lotta depressa.
Sono le undici e quaranta di un venerdì sera.
Non sono poi messo così male.
Il pianoforte lo so ascoltare e andare indietro o avanti nel tempo
non fa differenza. Voglio stare qui. I ladri e le nuvole
stanno fuori ma li sento, domani esco lo prometto,
domani sarò senza memoria in mezzo a voi.
Felice.
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Commenti (1)
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Elena Poldan10 maggio 2013
Un punto di vista particolare, diverso, quello dal quale l'autore guarda se stesso e si vede... vede il nonsense del suo vivere, si vede e quindi non vive, come diceva Pirandello... quando un uomo vive, vive, ma quando si guarda vivere, vuol dire che è morto, morto perché rinato dentro un'altra forma. Testo ampio...
