Mancare di luce permane
La prima volta
che ho guardato le mie mani
erano vecchie
sopra la luna aperta del cruscotto.
Vestivano di porpora
il freddo che lasciavano dietro le impronte:
a ricalcare il giro della conta
dei giorni sulla punta delle dita.
Erano le mie mani
ad essere così estranee
da impazzire le croci,
rompere le uova,
falciare ogni lato
intorno
fino a trovarle.
Vecchie.
Eppure mie
-le mie mani-
care come tutti i giorni passati
in cui benedico di essere vissuta
proprio intorno a loro.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!