La rosa neonata

Avrei potuto... Gridare...
Fuggire... Reagire...
Dentro rovi nascondermi
fino a sanguinare.
Con i pugni colpire...
Con le unghie graffiare...
Affondare i miei denti
e strappare il suo cuore.
Ma in quel non più paterno, asilo
l’infanzia si è ghiacciata
con false e atroci pene
per il precoce distacco.
Cosi, fui come stelo,
di una rosa che neonata
ancora priva di spine
si rassegnò allo strappo.
Con il tempo quel dolore
che mai fu cancellato
la mia vita ha rinchiuso
nel profondo del cuore.
Chissà se anche quel fiore
una volta rinato
ha il suo "avrei potuto"
che fa sempre soffrire.
©
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Commenti (2)
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sergio garbellini17 maggio 2013
Come una rosa neonata si rassegna allo strappo, ... non c'è termine più poetico di questo, per poter rappresentare una poesia all'insegna dell'amarezza interiore, versi che si fanno leggere tutti d'un fiato, una trama alquanto particolare, ma sviluppata con grande passione dalla mano esperta dell'autrice, complimenti.
Poesiaerre17 maggio 2013
una rosa neonata, l'anima ...bloccata nel tempo di una infanzia d'abbracci paterni negati. Col senno di poi... difese e strategie di spunta si accumulano tra le sue pieghe. Ma... non è più ..."quel tempo"
