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Impressioni 19 maggio 2013 · lettura 2 min · 2163 letture

Tempi Asincroni

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Del tempo asincrono ho scorto ripartite scolature in fremiti vissuti d'errore Esposti momenti traumatici come solide dicerie suburbane ricoperte da luci al neon spaziale Avvampati fumi neri di fornicazione austera dietro sfridi bui d'occhi multipli d'alberghi Che di città e di cadute genesi valanghe di come braccia ferree e rigide su petti canuti e cronici Che chiarificate profezie di cosce infinite bianche d'amore e burro Di distrutti steli sulle opime soluzioni d'una pace impossibile Che pregando Dio e le dottrine sconc'altisonanti e mantra d'ogni diluvio perseguito d'ogni eresia delle labbra sopra le vene tese ed urla cieche Che cazzo e marmo e muscoli pompati e cervello smunto in occhi cinerei di buste Coop come espressione invernal_mattutina di fastidio Di strade e vicoli e pozze di fango su gioie già stese nelle corde stirate da chitarre impazzite Di porte schiuse all'Alba in bar senza chiusura E minigonne danzanti sopra le punte del Ca (p) o Che periferia e vecchi allucinati a raccoglier gomitoli per strada tra i tombini nascosti dell'anima Di Sveglie DlinDlonDlan metropolitane Ed estasi sui finestrini sigillati dal sudore antico Attendendo l'aria fresca anche fosse per istanti Che di quelle libertà parlate - tra scimmie e scimmie carponi sopra ceci puntuti nei ritardi all'entrata della sola Chiesa Che di carta straccia e lugubri senzienti allitterati sbadigli sopra i salotti del cranio elevati alla lettura omnia di Dio E di verdi pubici e scivoli a mezz'aria come corse fatte in moto verso il paradiso o povere storie d' incesti macedonia nei supermercati della perdizione mentale Del significato, che man mano svilisce tra rotaie rumorose di parole al catrame Sincopate sinagoghe d'oral giustizia dei sensi E gioie ed odio e testimonianza del far lettera nel ritmo che sferza gineprai come auliche stille d'amor - le cadute lacrime - ed il racchiuso senso di disgusto che incontrastato mi regna
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Immagine di © Dan Voinea

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (4)

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Rita Stanzione19 maggio 2013

Asincroni, si viaggia su binari monoposto, ognuno farneticando i propri vangeli. Nella settima strofa l'espressione invernal_mattutina di fastidio è significativo indice d'insofferenza... ciononostante tutto così procede, cronicamente, riprendendo il finale della quarta strofa. Analisi arguta di un tessuto urbano malato, brillantemente stilata dall'autore.

P
Paolo Morganti19 maggio 2013

Il clangore, lo sferraglio di vagoni andanti malandati e soli in fila riprodotto dalla sonorità della poesia ci porta al proscenio di metropoli esauste sfinite avvelenate e umani non tratteggiati ma evanescenti che scompaiono al vizio di poteri distruttivi della creatività .

Stefano Drakul Canepa19 maggio 2013

un oceano di ribellione urbana, tessuto con l'impazienza propria degli artisti... g r a n d e

Annamaria Barone25 maggio 2013

ci sono testi che riescono a metterti in sintonia con un sentire, ci sono testi che fanno vibrare le corde dell'anima come se fossero sfiorate da dita d'angelo, ci sono testi che scudisciano la pelle e graffiano il cuore, ci sono testi che non puoi che chiamare poesia, perché poesia sono, di suoni ed immagini, di metafore ardite e di evocativi passaggi. Perché ti resta addosso quel fiato condensato che odora di tristezza e di nessuna speranza, ti restano addosso quelle mani sudicie perché ti sfiorano sena passione, senza amore ma con animalesco desiderio, ti resta addosso quell'ipocrisia del fare e quelle parole cacofoniche che nulla dicono. E ti riempi di disgusto. E ti riempi di poesia. Chapeau.