Tempi Asincroni

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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Asincroni, si viaggia su binari monoposto, ognuno farneticando i propri vangeli. Nella settima strofa l'espressione invernal_mattutina di fastidio è significativo indice d'insofferenza... ciononostante tutto così procede, cronicamente, riprendendo il finale della quarta strofa. Analisi arguta di un tessuto urbano malato, brillantemente stilata dall'autore.
Il clangore, lo sferraglio di vagoni andanti malandati e soli in fila riprodotto dalla sonorità della poesia ci porta al proscenio di metropoli esauste sfinite avvelenate e umani non tratteggiati ma evanescenti che scompaiono al vizio di poteri distruttivi della creatività .
un oceano di ribellione urbana, tessuto con l'impazienza propria degli artisti... g r a n d e
ci sono testi che riescono a metterti in sintonia con un sentire, ci sono testi che fanno vibrare le corde dell'anima come se fossero sfiorate da dita d'angelo, ci sono testi che scudisciano la pelle e graffiano il cuore, ci sono testi che non puoi che chiamare poesia, perché poesia sono, di suoni ed immagini, di metafore ardite e di evocativi passaggi. Perché ti resta addosso quel fiato condensato che odora di tristezza e di nessuna speranza, ti restano addosso quelle mani sudicie perché ti sfiorano sena passione, senza amore ma con animalesco desiderio, ti resta addosso quell'ipocrisia del fare e quelle parole cacofoniche che nulla dicono. E ti riempi di disgusto. E ti riempi di poesia. Chapeau.



