Bucarest
Massimiliano Moresco
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Bucarest,
stazione interminabile
ossessivamente rumena
nella carestia bucarestica
d'estrazione barbarica.
E' qui che Rabbia e cemento
si ribellano come un elastico
tuonando al punto di torsione
ove l'istante si espande
in noia materializzante.
Bucarest,
arresa e grigia
le sue polluzioni notturne
sono creature immutate
mai sazie di deliri
ove ornamenti si ordinano a caro prezzo
post- datando l'inutile sollazzo.
-Lo strazio è a buon mercato
si svende ad ogni spigolo,
ad ogni cavità
della grigia città-
Si spengono così nel nero le luci
e sembrano biechi lumi
scuri come i muri
che scavano un fossato
dove l'acqua è melensa melma
dove l'uomo è bramante belva
e la sua stella
si muove stanca e calva
come prigioniero in cella.
E' lì, che i ciechi desideri
hanno coperchi che irridono la luce
e sanno scindere il torace
sradicando il pesante cuore,
per interrogarne il ticchettio
e captarne il dolore.
Mentre il tremolio incolore
avverte i sordi battiti
ma il rullio del sudore
sgronda in rivoli impazziti.
Non è forse una sintomatica ribellione
strapazzare carni e cuori
per divincolarsi dall'orrido cerbero?
Non sono forse gli orrori
uno sfuggire alla pena,
ammirar la cometa
e inseguire i celestiali tepori?
©
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L'autore
Massimiliano Moresco
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (1)
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Francesco Rossi29 maggio 2013
Impressioni marcate, forti, una traccia di un percorso che poetato apre gli occhi e il pensiero al lettore.

