A un passo
Non abbracciano i miei occhi
il tuo silenzio
che mi sciabola l’anima
Lame di luce
feroci
tra i pensieri
ingordi ed infantili
gli stessi
che avvolgono il navigante
in cerca
di invisibili attracchi
all’orizzonte d’esistere
fragile linea di soffi.
Attimi
scarni brevi bugiardi
per riscattare l’inutile volume
di una prosa
macchie d’inchiostro
fluiscono da quei sorrisi
barattati a lacrime.
E taccio alla tua schiena
che porta il peso
di ignorate distanze
più un solo passo...
ciò che ferisce
a volte
non è mai accaduto.
©
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L'autore
nemesiel
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (3)
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Rosita Bottigliero2 giugno 2013
Un dolore e sofferenza si intravede nella lirica... Versi con una profondità notevole. Scorrevoli ...
Alberto De Matteis2 giugno 2013
Lirica intensa e profonda, pregna di tante emozioni che scuotono l'anima, come quella del navigante in cerca di invisibili attracchi. E' quasi un cercare... inutilmente. Lirica intrisa di tanta sofferenza.
EnzoL4 giugno 2013
una lirica che traccia la distanza, ma non una distanza in termini di spazio, ma una distanza dettata da incomprensioni. Ci sono in questo testo immagini vivide ed affilate, appuntite... lasciano il giusto retrogusto amaro... di perdita



