Quelle mani
Nascosti e silenziosi
giacciono dentro quei solchi
i giorni trascorsi e scordati
d'un tempo senza ritorno.
Dolgono le nocche distorte
che han stretto e serrato
legni di vanga e di falce
sacri come la terra sudata.
Lucido al collo il bastone
sorregge il tuo peso solenne
son tagli eppur sembrano stelle
i segni alle mani restati.
Mani forgiate al duro lavoro
raspano il viso le rudi carezze
seppure ispessite da calli rugosi
trasmettono dono di grande calore.
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L'autore
Carmelo Salvaggio
Sono Carmelo, sono nato il 15/11/1949 a Canicatti'(AG) e vivo ad Aprilia (LT). La mia formazione e' umanistca e non pongo limiti al desiderio di conoscenza. I miei principi sono i sani principi della mia generazione legati alla famiglia, al lavoro, alla fede ed alla tradizione ma mi riconosco anche un certo spirito c
Commenti (1)
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Maria Francesca7 giugno 2013
Una poesia gonfia d'amore commuovono questi versi semplici, esaltano questa figura d'uomo .il senso della poesia trascende poi dall'uomo che diventa tutti gli uomini che in gioventù hanno conosciuto il duro lavoro, uomini forti, ma che hanno il forte sentimento dell'