Taci!
Chissà se uccello veloce
o quello che plana lieve
lungo la costa
attraverso uno sbadiglio
verso la fine della giornata.
Chissà se freme
la nostra sete d'aria,
se si nasconde
con la farsa
delle dita leccate per prime.
Chissà se viene?
E talmente lima
i bordi di foglie già morte
questa nostra bramosia di niente
che sublima gli orrori del mondo
con le nostre pene
ridicole come la gioia
che elargiamo urlando
dove si dovrebbe tacere.
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Commenti (2)
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sergio garbellini9 giugno 2013
Chissà, chissà, domande sospese, ma una riflessione interessante trattata con versi che in modo melodioso si lasciano leggere. una trama divinamente tratta, lasciando al lettore una risposta a certe domande che sono il problema della vita.
nemesiel10 giugno 2013
Ignorare e sbagliare... il momento, un vissuto o la vita... forse una scelta. Ignorare e sbagliare... è questo il percorso dell'uomo? Forse... chissà...forse è il prezzo da pagare per vivere e non sapere perchè.
