Pulviscolo d'oro all'infinire

Incurabile
dall'infezione di vivere
respiro
roride pillole di cielo
sottraendo gli occhi colpevoli d'amore
al moltiplicarsi delle nubi
nell'ombra fugace
dell'aria
luminescente via
tesa sul tempo perfido e innocente
odoroso di glicini commossi di rugiada
reduci dal buio
indossato all'alba,
promessa
di cui assaporo il vocìo del silenzio
bagaglio a mano
il rimembrare che risorge
nel cantico del giorno che sbadiglia
Inespugnabile torre d'avorio
l'anima, friabile d'eterno
a dimora
serra l'immenso dentro una conchiglia
ché nulla è ragione
ove tutto è incontenibile passione
lungo il corso del cuore
fra incolti giardini
innevati di rose e verbene
e tornanti sul mare
nel viaggio tortuoso alla mèta
E
dov'altro andare
se non incontro alla dolcezza del mattino,
pulviscolo d'oro
tra un verbo emozionato all'infinire
e la vita
che riprende il cammino.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa9 giugno 2013
andare o fermarsi, resistere o cedere. Una poesia drammatica con belle immagini, che fa pensare...

