Burattino di parole
Silvia Atepi
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Non guardarmi con il vuoto nell'anima.
Tempo perso oramai è
pretendere d'obliare la buriana
che ho dentro,
solo per il gusto d'inebriarmi di te,
dei tuoi giochi impertinenti.
Eran tue le mie colline
fatalmente limate
dal disperato sforzo di sottrarmi.
Che nei hai fatto di quel fiore
appoggiato sulla mia schiena,
spero possa fiatare la mia presenza
su questo pallido volto,
spero rinasca dalle mie mani
che fievolmente tendo
al tuo esiguo universo.
Il sottile velo delle tue parole
ondeggia nel cielo nutrito
d'antichi sguardi,
tramonti che non oserei mai rivelare
al sordido lamento di questo mondo.
Lo agguanterei come il vento col suo respiro,
sai bene che lo farei,
almeno per penetrare il muto eco
che languisce nel tempio della conquista.
Ma cosa vagelli al mio corpo
stanco di starti davanti
se non vuoi percepire questo mio essere
sopra tutto, e sopra me.
Cosa reclami di carpire
senza slacciare quei miseri occhi di ghiaccio
storditi nel fragore del mio silenzio.
Dacché vanti ancora di avermi,
m'adempio centellinando le tue orme
che mere sbiadiscono
nei lenti palpiti di queste parole.
©
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Silvia Atepi
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