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Impressioni 10 giugno 2013 · lettura 1 min · 2466 letture

Frutto proibito

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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La macina pietre, la gaudente libellula, il senso e il non senso, la misantropa era glaciale, l'affollato desiderio equatoriale, si sospettano l'un altro si aspettano nel contraltare dell'albergo a ore e patteggiano il prezzo della fruibilità sociale. E regna il caos sopra le nostre teste e regna il caos dentro i nostri crani vi circolano pensieri strani e immani che stravaganti non sono ma petulanti di cieco disordine o di un ordine nuovo e antico che si elabora e rinasce e fluisce e perisce; ma spesso sancisce la stessa libertà d'essere nella contrada delle possibilità. E lambisce il creare e il ricreare digerendo nuovi ponti verso le bianche vette ma il nostro sforzo inumano contro natura, di valicare questa pressante gravità è un tentativo bizzarro di sfuggirne il peso di sfuggire al fauno per annegare nel cielo. E forse il famoso melo ci indica la via: il sentiero tortuoso nasce sempre dal basso e dal basso, con forza bruta, ci eleviamo.
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Solo dalla terra, con radici forti e sane, ci possiamo elevare. Il tema di questo testo parte dal presupposto che semplicemente pensare alla bellezza del paradiso, il contemplare mondi immaginifici, non ci possa portare vicini ad essi. Sono troppo alti e perfetti e abbiamo bisogno del nutrimento della terra per sostenere il peso di tale portata. Insomma, un incitazione alla vita che, per quanto possa non corrispondere alle nostre aspettative, va vissuta in tutti i suoi aspetti più reconditi.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Jibi10 giugno 2013

Nella prospettiva evolutiva, la perfezione sta alla fine. Il traguardo che ci sta davanti lo possiamo raggiungere solo trasmettendo amore e rispetto per la vita, e di tutto ciò che è creato, costituendo un ambiente vitale, sano, generoso. Un grembo fecondo, da cui potrà nascere un’umanità nuova.

Alberto De Matteis10 giugno 2013

Una lirica che si richiama ai veri valori della nostra esistenza. Occorre partire ed amare le cose più semplici e vere se vogliamo amare e gustare tutte le altre. Un grande insegnamento.

Daniela Dessì11 giugno 2013

L'uomo cerca di elevarsi a Dio, oltrepassando i limiti e le proprie forze, ma Egli sta al di sopra delle nostre possibilità: la forza di gravità che è il male, ci risospinge verso il basso, prevalgono dunque l'egoismo, la menzogna, l'inganno, l'ipocrisia, e noi sperimentiamo la nostra miseria a partire dal peccato originale, dalla caduta che ha comportato la perdita di comunione con Dio; tutto decade in illusioni, superstizioni, idolatria, siamo sopraffatti dalla miseria, dal dolore, dal rifiuto... il nostro cammino verso Dio parte dunque dalla consapevolezza della caducità umana e povertà morale, dalla nostra essenza carnale, dal nostro attaccamento alla vita che acquista senso con la solidarietà verso gli altri uomini.