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Riflessioni 21 giugno 2013 · lettura 1 min · 2903 letture

Difficile approdo

Enrico Baiocchi 346 poesie pubblicate
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Diventa più povero, ammainata la vela, lo scafo nello schiaffeggiar la schiuma e l’onde fan tremar la luna nel perenne moto, indeciso e martellante per respingerlo o richiamarlo a riva. Dove, una banchina vuota, lo rivuole ancora ed un pescatore ricuce la sua rete
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L'autore
Enrico Baiocchi

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,

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Commenti (7)

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Jura21 giugno 2013

Lirica che ispira immagini di ritrovata serenità, lontano da un tempestoso mare, metafora sia della quotidianità sia delle inquietudini interiori. E dopo estenuanti tentativi di dominare le onde, si ripongono vele e remi (e anche la boria), si fa ritorno a casa (la banchina vuota che attende) e qui, in un contesto familiare rassicurante, ci si prende cura delle ferite riportate... si ricuciono le reti... ci si prepara all'ennesima giornata di mare. Domani. Molto apprezzata.

D
Delinquente21 giugno 2013

Costatazione della faticosa vita "del pescatore e il mare". In un amore intriso di onde luna barca rete e pescatore.

Grazia La Gatta21 giugno 2013

Il mare, bello ma misterioso e subdolo, non è facile da dominare e quando ci si riesce, cala la serenità per avercela fatta ed essere riusciti a ritornare a terra . Bella riflessione.

A
Arelys Agostini21 giugno 2013

No importa que nos parezca vació aquel muelle, donde bate la ola aun con tanta fuerza, siempre debemos buscar dentro de nosotros esa fuerza que creemos perdida, para continuar desplegando la vela de nuestros sueños. Lírica plena y vibrante por las emociones que trasudan de ella.

Elle21 giugno 2013

E mi sembra di cogliere una piccola resa, una sosta... la contemplazione di se stessi, un farsi trasportare dalle onde senza opporsi a quel moto che sembra richiamarlo a riva. Percepisco un senso del dovere, un ritorno alle responsabilità, un ritrovar la via di casa, dopo una presa di posizione, dopo un accenno di ribellione, dopo una "prova"...

Manola Gini22 giugno 2013

Mi è piaciuto molto come l'autore ha usato la metafora del mare che rende perfettamente l'idea. Leggendola, a mio parere non mi arriva però serenità ma tutt'altro, si percepisce una forte sofferenza e quasi una resa. Malinconica e emozionante, molto bella.

poeta per te zaza30 settembre 2017

Come la barca senza vele è in balia delle onde, il cui moto la respinge o la richiama a riva, così anche noi restiamo in balìa delle traversie e tempeste dell’esistenza, seguendo il destino senza opporci e decidere il nostro porto. Così è la vita quando ammainiamo la vela dell’entusiasmo e della fiducia...