Mortale destino
Nei radi incontri
che rinserra la memoria
nel suo scrigno,
rimpianti e smarrimento
spine acute d'angoscia
mi dilaniano.
Non vado più
in cerca di favole lontane
e rasento quello sghembo muro
dove l'ombra irregolare
si contorce nei ciuffi d'erba
dispersi come macchie stonate.
Nel pietrisco
s'intride sfrigolando
l'urlo dei miei pensieri.
Schiumante di rabbia
come carica di cavalli
vorrei disciogliere le membra
in acqua di sorgente
ridestarmi gorgogliante
là dove la vita scorre da millenni,
ma pesante come un macigno
è il mio mortale destino.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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