Interstellar Overdrive II

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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Uno spirito che richiede di accostarsi alle meraviglie del creato, con occhi incantati nei riguardi dell'immensa natura. Questo intravedo in questa poesia dove, questi desideri naturali e spontanei, si scontrano sempre più spesso con i desiderata della società e delle sue richieste sociali, facendo apparire quelle ancestrali esigenze come delle folli e stolte utopie.
attendiamo l'inverno dunque, anche per desideri ed isterie, qui espresse con funambolici ricami di parole. G r a n de
Stile davvero particolare e inedito in un'intensa lirica, avvincente durante la sua lettura Poesia piaciutissima
Poesia complessa che apre a più di una lettura (e per me opposte a secondo se la si legge o la si ascolta, presumo dalla voce stessa dell'autore) con una decodifica che intriga ed impegna, pur essendo il riferimento all'universo e ai suoi corpi astrali elemento ricorrente nella poetica in generale... ma l'uso linguistico e metaforico che l'autore ne fa (mi riferisco fra l'altro a quel BigBangBoom) sono ceretamente originali ed efficaci. Corpo esplicativo di un malessere mi appare il terzo capoverso... assolutamente e indissolubilmente legato alle ultime due strofe.




