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Riflessioni 23 giugno 2013 · lettura 1 min · 2049 letture

Interstellar Overdrive II

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Se fosse lecito ricoprirmi di lanugine isterica Se fosse indispensabile oggi, adottare mimesi Per le trappole in agguato dietro le tende della mente Il solo sogno di desiderio e polvere stellare sarebbe limite e millimetro al mio pensiero Potessi invece scongelare questa notte fredda ed alzare i sipari ancestrali alle mie paure Come occhi senza palpebre accostati alle Nove esplose a ritroso Mentre il Boato, distante di luci d'amore eco fissa nelle vene come lontano BigBangBoom da ricercare in scheletri di Pianeti perduti tra i passi di metatarsi Se fosse lecito, chiudere al buio ogni singolo avvezzo languore Delle molte Andromeda, nubi Magellano e Trifida sarebbe leggenda Ogni cosa, sarebbe punto fermo Ombra in stasi poco prima del rombo Spirito dormiente in attesa di svernare
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Immagine di © Brian Smith

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (4)

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Massimiliano Moresco23 giugno 2013

Uno spirito che richiede di accostarsi alle meraviglie del creato, con occhi incantati nei riguardi dell'immensa natura. Questo intravedo in questa poesia dove, questi desideri naturali e spontanei, si scontrano sempre più spesso con i desiderata della società e delle sue richieste sociali, facendo apparire quelle ancestrali esigenze come delle folli e stolte utopie.

Stefano Drakul Canepa23 giugno 2013

attendiamo l'inverno dunque, anche per desideri ed isterie, qui espresse con funambolici ricami di parole. G r a n de

Silvia De Angelis24 giugno 2013

Stile davvero particolare e inedito in un'intensa lirica, avvincente durante la sua lettura Poesia piaciutissima

nemesiel24 giugno 2013

Poesia complessa che apre a più di una lettura (e per me opposte a secondo se la si legge o la si ascolta, presumo dalla voce stessa dell'autore) con una decodifica che intriga ed impegna, pur essendo il riferimento all'universo e ai suoi corpi astrali elemento ricorrente nella poetica in generale... ma l'uso linguistico e metaforico che l'autore ne fa (mi riferisco fra l'altro a quel BigBangBoom) sono ceretamente originali ed efficaci. Corpo esplicativo di un malessere mi appare il terzo capoverso... assolutamente e indissolubilmente legato alle ultime due strofe.