Alla fermata
La pioggia allevia
i morsi del dolore
lucida a specchio
la sua malinconia.
Marta aspetta
solo per abitudine
alla fermata soppressa
il bus non passerà.
Aspetta per un po’
e sempre meno...
Le gambe gonfie
i piedi stanchi
di ascoltare i sassi.
Implode nelle viscere
l’ amaro inganno
di una vita
che dispensa cieca.
Conosce Marta
i voli spezzati degli uccelli
morti col sogno
di rialzarsi in volo
nell’ abusato azzurro
che più non gli appartiene.
Aspetta Marta
ancora per un po’
ma sempre meno...
e più non sente
le zagare di maggio.
©
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L'autore
nemesiel
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero27 giugno 2013
un aspettare invano una linea della vita e di un autobus che non ci sarà più ... versi dolci, intensi, profondi...
Alberto De Matteis27 giugno 2013
Un'attesa senza alcuna speranza? Non direi, occorre sperare sempre. Lirica intrisa di tristezza ma molto bella e piaciuta.


