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Fantasia 28 giugno 2013 · lettura 3 min · 1047 letture

Il Viaggio (Poemetto)

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Alessio Schiano 7 poesie pubblicate
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Giunto ero, in quel periodo dell’anno in cui Vega nel cielo alta è alla sera e l’altre due compagnia le fanno come tre pietre nella gioielliera, nel paese dove vive fanciulla che a me par bella come primavera. Scorsi Callifono, lì, in mezzo al nulla e dissi “Tu, che del loco sei perito sai condurmi dove Lei ebbe culla?” E lui a me che le parole ebbe udito: “Conosco il posto dove andare vuoi e lì ti condurrò a passo spedito”. Lui avanti e io dietro i passi suoi attraversammo parte del paese per giungere ad un erta strada poi con intorno d’erba larghe distese che di verde colore brillavano come la vegetazione irlandese. Delle case vidi dove abitavano genti liete nell’estivo vento che il mio teso animo rallegravano nell’andar che tanto facea spavento ché pensavo tal loco dissacrare. Poi ancora con Lui salii attento fino a che s’arrestò e volle parlare “Vedi, oh Alessio, quel muretto al lato? Lì vidi con una rana giocare, quando ancora piccolo fui passato, lei che di me più grande bambina era.” Pensai e ripartii senza aver parlato. Subito da sicuro cambiai cera quando la guida mi indicò la casa della sua infanzia reale atmosfera. Questa era di color della cerasa coperta lievemente da un limone che d’ombra fresca la rendeva invasa. Poi per il ritorno fummo d’opinione. Ma volsi vedere altro bel candore e mi venne in mente nuova questione e ai piedi dell’erta chiesi al dottore: “Io adesso assai ho talento di vedere la dimora dove or Lei passa l’ore”. “Di portarti lì io ne avrò ben piacere, Ma dovremmo entrar per una salita della quale più fatica potrai avere!” Sì la via precedente dipartita percorremmo noi un’alba via suprema che con prezioso oro era fiorita. Dunque in quel punto mi venne un problema “Oh, mia guida, son degno di salire?” dissi io lui che saliva senza tema. Rispuosemi “ Non capisco il tuo dire, solamente guarderai sua dimora e nessuno ciò ti potrà impedire, molti passano e nessuno disonora!” Allora quieto ripresi l’andare e insieme in cima arrivammo allora. “Vedi la casa che puoi rimirare? quella a destra è quella di cui mi dici” a me lui disse e cominciai a pensare: “come qui si può non esser felici in questo luogo che esser ameno sembra senza tante belle cornici?” E poi la mia mente venne meno e entrai nella vera contemplazione delle immagini in modo sì sereno. L’ cielo aveva forte illuminazione pieno dei forti raggi del pianeta che allontana dalla sua osservazione E fu qui che vidi lei uscire quieta.
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