Solitude

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (4)
Intensa lirica, come poche... trascina nel gorgo della solitudine, nei sussulti più profondi... bellissime in particolare la prima e la penultima strofa, ma tutte lasciano col fiato sospeso
Ribadisco il concetto di Rita, in quanto anche io mi sono sentita trascinare in quel vortice di solitudine... Lirica che scuote e lascia una sensazione di vuoto di tristezza!!
è sempre una meravigliosa avventura leggere questo autore, ancor più leggere le sue poesie d'amore, che non sono mai uguali, mai scontate, mai banali, come questa, che racconta di notti, e di bui che non sono solo del tempo ma dell'anima, quasi l'attore urlasse la propria incapacità di amare o di abbandonarsi completamente all'amore, come se non si sentisse abbastanza di fronte alla donna la cui attenzione vorrebbe carpire, poi, poi qualcosa di spezza, si scioglie, un grumo nero rotola via, la voce cambia, parla il cuore, le ultime strife regalano brvidi di profonda emozione, finalmente si sente la libertà del sentire e del dire. Notevole!
Codivido in toto l'analisi di A. Barone e insieme ne condivido l'ammirata attenzione per l'autore. Incisive le cromie di ombre della sua "tela" poetica (il grigio, il nero e quella fola di bianco)...come quell'abbandono quasi resa ad una ubriacatura dell'anima che infine riemerge dolorosamente cosciente di un sentimento forte di cui però non sembra sentirsi degno. Molte le gemme di questo componimento e davvero non saprei scegliere la più luminosa.




