L’essere
Marco Zuffo
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Attorcigliandosi alla linea di confine,
tra il sogno e il ricordo,
scompare confuso,
nel futuro
incomprensibile al passato presente in cui scrivo.
Scardinerebbe desideri,
sensazioni e pensieri,
saper quel che sarebbe stato giusto,
nel giusto momento.
Pasteggia sereno,
in un presente passeggiare ingordo,
in nottate fatte per dormire.
Sogna quando il mondo è sveglio.
a giorni alterni.
I risvolti delle stoffe del vivere,
d’ogni colore,
tessuti a seconda della stagione,
anche senza piangere,
vanno cambiati.
Sono pelli di serpente,
strisce coscienti a caccia di realtà,
nella confusione di città luccicanti.
tra i sassi.
Quell’ essere si agita in continuazione,
subdolo,
in silenzio.
Porta il risveglio,
da sogni ad incubi a idilli a realtà,
fino a capire di essere ancora in un sogno,
davanti allo specchio,
fradicio di insicurezza.
Peccato scompaia confuso,
nel futuro,
incomprensibile al passato presente in cui scrivo,
forse non ricorderò davvero
nemmeno
che vestito indosso.
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