Pensieri e cronaca d'un pentito di scelte d'amore
Marco Zuffo
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Non val la pena neanche allacciarsi le scarpe,
per camminar da soli,
e poi anche in una bella giornata,
si rischia comunque di inciampare.
Non cucino altro che cibi precotti,
e la maggior parte delle volte lo lascio fare agli altri.
Ho comprato un divano gigantesco,
mi ci sdraio per non pensare a niente,
aggredito da pensieri improbabili,
per scacciare il suo.
Avessi preso tempo,
e gli amici me l’avevano detto:
“tornerai!”,
“scherzate?”,
non avevo neanche i pantaloni lunghi.
Ma mio padre mi aveva avvertito e dentro la mia stanza le canzoni si potevano cantare a voce alta.
Uscivo a respirare l’odore degli alberi,
ora non riconosco nemmeno quello della donna che ho accanto,
perché non c’è più,
resta un velo
fatto di rimorsi,
i rimpianti si pensava d’averli scongiurati,
ma purtroppo
non sono la stessa cosa.
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Marco Zuffo
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