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Fantasia 6 luglio 2013 · lettura 2 min · 1747 letture

Vedete che gambe che ho!?

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Jack Pastore 240 poesie pubblicate
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Quando sputo nel lavandino sento la banda. Ho imparato da molto piccolo il gusto sadico della morte immaginata, desiderata, organizzata. Il tempo di un posto senza tempo, di te dopo di te, il posto dove sonno e malattia coincidono. Eppure un tempo di cui non v’è memoria, come può essere esistito? Quando sputo nel lavandino sento la banda. Ho imparato da molto piccolo il gusto sadico della morte anche vera, quando uccidevo gli insetti senza pietà, li torturavo, li deridevo, vedevo in loro me dopo trent’anni. Adesso. Li uccidevo perché loro mica sentono niente, loro sono messi lì per gente come me e te. E quando sputo nel lavandino ritornano. Gli insetti e tutti gli altri. Una lucertola di trent’anni fa che annegai nel piscio, un gatto che lanciai dal terzo piano, il nido di vespe che feci esplodere in una nuvola di tachicardia. La corsa, la gamba volante e le case calde, le cene nel deserto. Tutto ritorna come una musichetta. Ho paura. Una paura marcia, quando sputo nel lavandino. Ma adesso, in questo momento caldo che per convenzione chiameremo presente, ci rido sopra. Il desiderio non convince una coscienza eterna, collettiva. Il desiderio non convince una carcassa e non colora nessun telo, non approda a nessuna isola senza mostrarti un’altra isola ancora. Un arcipelago di stanze vuote. Quello che io non sarò è già mostrato. Quello strano caso della vita che hanno stabilito fosse mia, è in realtà un difetto di fabbrica. Una mutazione intollerabile di controsensi in sensi stanchi, facili, presi all’amo dell’abitudine come i piccoli salti del rospo. Quello che io non sarò è il passato, la pelle bianca di una donna dall’odore di muschio, il bambino allegro dei racconti da dopocena. Solo questa calda notte mi è data, ed è il mio amore per lei a dare il nome alla paura. Vedete che gambe che ho!? Belle, lunghe, muscolose al punto giusto da non resistergli. Ed è il mio amore per loro a dare il nome al tempo.
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