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Impressioni 7 luglio 2013 · lettura 1 min · 880 letture

L'aquilone

Marcello Comitini 33 poesie pubblicate
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A dita spalancate tocca il vento le crespe onde e sulla spiaggia il mare s'estingue in spume luminose d'aria. Teso e lucente è il filo che trattiene in alto l'aquilone e le mie dita strappa strette ad avversare l'impeto del vento. Scuote nell'aria l'aquilone lunghi nastri di farfalle ebbre di sogni. E il mio cuore vola in alto, in alto il cielo accoglie l'aquilone nell'azzurro. E mi stupisco ancora che sprofondi fredda la sabbia sotto il peso del mio corpo.
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Proiettare se stessi verso l'alto è un sogno che ci tormenta e ci gratifica. Tale è la nostra necessità di libertà da tutto, che lo stesso desiderio ci duole nella carne (le mie dita strappa/strette ad avversare l’impeto del vento). Saremo mai in grado di realizzarlo? A volte sì. E in quelle rare volta, tanta è la gioia, tanta l'estasi che ci trascina, che restiamo stupefatti di sentirci ancora vincolati al nostro essere "pesanti" (E mi stupisco ancora che sprofondi/fredda la sabbia/sotto il peso del mio corpo).

L'autore
Marcello Comitini

Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’

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