Le Rue ed il Porto
Azar Rudif
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Come invernali greggi
verso nuova primavera,
tra la rua magistra
e quella dei fonditori
che pur di Brindisium
il nome fusero al contado,
calano a frotte
dai bronzei fumi fin giù al porto
all'avvistar dei primi alberi
rincorrendosi a piedi scalzi
tra mercanti e avventori,
umili operai e cavalieri
signore con lor dame e
cavalieri col seguito
del rango loro.
Ed ecco il porto
dalle scalinate e dalla colonna
che di romana memoria
è ancor là a indicar
fermo e sicuro rifugio.
Tra tutte era la preferita,
di maestosa bellezza,
d'elegante navigare di lontano
s'avvistava in aperto mare,
bianca vela dalla rossa croce.
Approdo era di barra a diritta
ed era gara a tirar di funi
e scaricar di merci.
Mentre di lor beltà e grazia
v'eran fanciulle
in accoglienza d'uomini,
d'armati e cavalieri
a condurli in bettole e trattorie
fin nelle loro dimore.
Di quel gregge festoso e caciaro
era il giovin Ruggero
a scaricar merci
scusa per calcar i legni,
carezzar funi e sbirciar stive
della crociata nave
nello sguardo fugace e vigile
d'attento marinaio e capitano.
Calava la notte dal cielo tondo
e con lei il silenzio del mondo.
Unico suono a regnare
il cullar della nave
sottomessa alla luna del destino.
Brillava e regnava quella notte
a illuminar la curiosità dei piccoli,
le loro fantasie di real potere
che un giorno diverranno realtà
e motore dell'umanità.
Presto sarebbe ripartita
fin dietro l'orizzonte
lasciando sul porto
con occhi pieni di mare
e lacrime di par sale
un mozzo ancor bambino
che attento marinaio e capitano
aveva misurato e già pesato
pel suo prossimo ritorno.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (1)
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L Falchero7 luglio 2013
Più che una poesia, quasi un poemetto, epico, ricchissimo d'immagini, sensazioni, personaggi, atmosfere, profondo originale ...una vera meraviglia! Sembra di essere li in quel remoto passato, di calcare quegli assiti del porto ... di fare un viaggio nel tempo! Grazie Azar!

