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Cronaca 7 luglio 2013 · lettura 2 min · 2459 letture

Le Rue ed il Porto

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Come invernali greggi verso nuova primavera, tra la rua magistra e quella dei fonditori che pur di Brindisium il nome fusero al contado, calano a frotte dai bronzei fumi fin giù al porto all'avvistar dei primi alberi rincorrendosi a piedi scalzi tra mercanti e avventori, umili operai e cavalieri signore con lor dame e cavalieri col seguito del rango loro. Ed ecco il porto dalle scalinate e dalla colonna che di romana memoria è ancor là a indicar fermo e sicuro rifugio. Tra tutte era la preferita, di maestosa bellezza, d'elegante navigare di lontano s'avvistava in aperto mare, bianca vela dalla rossa croce. Approdo era di barra a diritta ed era gara a tirar di funi e scaricar di merci. Mentre di lor beltà e grazia v'eran fanciulle in accoglienza d'uomini, d'armati e cavalieri a condurli in bettole e trattorie fin nelle loro dimore. Di quel gregge festoso e caciaro era il giovin Ruggero a scaricar merci scusa per calcar i legni, carezzar funi e sbirciar stive della crociata nave nello sguardo fugace e vigile d'attento marinaio e capitano. Calava la notte dal cielo tondo e con lei il silenzio del mondo. Unico suono a regnare il cullar della nave sottomessa alla luna del destino. Brillava e regnava quella notte a illuminar la curiosità dei piccoli, le loro fantasie di real potere che un giorno diverranno realtà e motore dell'umanità. Presto sarebbe ripartita fin dietro l'orizzonte lasciando sul porto con occhi pieni di mare e lacrime di par sale un mozzo ancor bambino che attento marinaio e capitano aveva misurato e già pesato pel suo prossimo ritorno.
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Commenti (1)

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L Falchero7 luglio 2013

Più che una poesia, quasi un poemetto, epico, ricchissimo d'immagini, sensazioni, personaggi, atmosfere, profondo originale ...una vera meraviglia! Sembra di essere li in quel remoto passato, di calcare quegli assiti del porto ... di fare un viaggio nel tempo! Grazie Azar!