Spigoli morti

Non tornerà
il suono dei passi perduti,
quell'arco di luce
tra le garze del tempo.
Non torneranno i sassi
nei cerchi dell'acqua
e le bucce di sole nel mare.
Questo buio di sale è veleno,
l'urlo dell'alba
si sfalda di nebbia
e la vispa teresa
gioca coi vermi tra i capelli di latta,
nelle grinze degli occhi
stringe una breccia di cielo
tra le mani avvizzite
straccia un'ovatta di ore.
Non tornerà
questo rigo
contorto
interrotto
ma vivo,
amputato ogni giorno
dai miei spigoli morti.
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 luglio 2013
Di solito si parla di angoli vivi e la poetessa coglie in riflessione l'esatto contrario negli spigoli morti che lasciano poco spazio a fantasie proprio perché inanimati. E' questo sentore che percepisco e con una intensità dirompente sembra che la poetessa voglia tracciate delle perpendicolari su quegli spigoli morti.
