La gioia

Prendo in prestito le ali
dal bianco e grigio gabbiano
per poi planar sulle correnti
tra gli spruzzi delle onde del mare.
Volteggio sopra le nubi
prendendole per mano
e approfittando degli umori dei venti
nel centro del cielo svirgoletto il colore.
Poi le rondini vado a spiumare
per svolazzare sopra i tetti
rinnovo i nidi intonacando col fango
masticato con gli aromi dei fiori.
Sfreccio nel centro del sole
e scendo in picchiata verso i torrenti
poi mi riposo sulla testa di un fungo
bevendo rugiada che sputa dai pori.
Infine abbraccio un raggio di luna
perché mi porti nel firmamento
sfioro le stelle baciandone ognuna
per rubar con le labbra il loro argento.
Ma arriva in un attimo una nuova mattina
che spezza il sogno e interrompe l'incanto
rimane un diamante che brillando sublima
in forma di lacrima che la mia gioia ha pianto.
©
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