Dove risale il viver mio

La sera scivola
sui rumori ultimi
di una domenica stanca.
In attesa del tramonto
che non é mai uguale,
vago con la memoria
a ritroso ripercorrendo strade
tracciate come solchi,
dal tempo, dal gusto di guardare dietro.
E ritrovo il mare prima degli avi miei
sorpresa che sia la riva un'onda prima di me.
Sassi piatti, levigati, altri leggeri,
la pomice si chiama qui
la vedi galleggiare grigia e opaca.
Gli dei dai vulcani l'hanno soffiata, cenere,
cenere del tempo, quando il fuoco impazziva
e la terra tremava, Nettuno sollevava onde gigantesche
Efesto fondeva, forgiava le armi per gli eroi.
Imiei occhi scivolano, hanno i riflessi del tramonto.
Ricordo la mia spiaggia dove risale il viver mio
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Giulia Gabbia16 luglio 2013
Una mitologia riflessiva molto realistica e ben stilata ... ottima
