Così, tanto per parlare
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (6)
Molto profonda è questa riflessione sul parlare tanto per parlare, non per fare, ovvero per farsi bello. Il parlare può far vincere il trono, è cosa semplice per chi è diplomatico abile, la questione subentra quando, il parlare, non servirà più per rimanere a galla. Ancor più vergognoso è il mettersi in evidenza con l'eloquenza, sgomitando tra i contendenti al podio. E ancor più senza senso è il parlare senza eco, parole buttate al vento. Si parla tanto e troppo in quei salotti dell'assuefatto perbenismo, è comodo mettere sul ring opinioni a confronto per approfittare sull'altrui vicenda. Siamo stanchi del sentire, assordati e assuefatti da discorsi con pareri e strapareri assurdi. Apprezzata molto, stimata la forma e l'originalita.
“Oserei dire, ma non dico” – sembra di vederlo l’autore trattenere a stento, mordendosi la lingua, parole che sicuramente farebbero scintille. Sofferenza in versi nei quali riflettere è sempre troppo poco. Arriverà il giorno ...!
...la parola è un gran dono e direi che è forse l'unico luogo dove si può trovare un po' di libertà!! ma si perdono le parole, muoiono in gola quando si sa che a nulla servirebbero!!ed in quel caso è repressa la rabbia che ci farebbe urlare invece fino a divaricar le ugole!! diviene veleno invece la parola quando è usata con abilità per scopi ben precisi, quando è ipocrita, quando è falsamente risolutrice, quando no viene dall'anima ma è usata e sfruttata in maniera calcolata e subdola, tanto per non schiodar dal trono!! veramente una riflessione condivisa!!
Una poesia di riflessione molto bella e, come sempre, ben stilata dall'autore Moresco su di un tema, a me, molto caro. Quante parole inutili gettate al vento che, a volte, rimangono sospese per aria non sapendo dove andare a parare. Frutto di un'umanità frivola e superficiale. Lirica molto condivisa. Complimenti
Si parla tanto per parlare, titola l’Autore. Vero!… Si parla tanto, troppo. E sempre più del dovuto, in modo artificiale e artificioso. Sono d’accordissimo con Paola quando dice che la parola è forse l’unica libertà che ci è rimasta. Ma quando non rinvia ad alcuna realtà, perché vuota, si disperde nel vento o si frantuma al suolo senza neppure l’eco, risultando più inaffidabile e falsa che mai. Apprezzata e condivisa…Chapeau!
Quante parole dette per incantare, per ingannare un'eloquenza subdola e vorace per chi ingenuamente invece tace





