Il muro

Nel centro del giardin di una coscienza
tra rovi che intrigando forman muro
un fiore ancora emana la sua essenza
perché non sia scordato il suo profumo.
Ogni mattin spalanca la corolla
nel fondo di quel meandro di memoria
s’anima grazie ai riflessi di qualche stella
ma non ha inizio o fine la sua storia.
Lui sa, che il cielo grida
sol se c’è il lampo
e sa, che l’onda vive
se l’altra muore,
che un battito di ali
dura solo un momento
e che l’aurora nasce
se va via il sole.
Ma chiuso dietro il muro del rimpianto
sa anche che li nessuno lo può cullare
perché per quanto voglia, nemmeno il vento
quel muro potrai mai oltrepassare.
Eppure alle sue radici resta attaccato
perché se non può il vento non può anche il gelo
perciò ogni giorno soffia con tutto il fiato
il suo dolce profumo verso il cielo.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi18 luglio 2013
Una poesia dove le riflessioni sono centellinate, quasi a volerle fare entrare nell'universo percettivo del lettore. La poetica si pregia del contenuto che è altamente coinvolgente.
