Il bambino
da solo giocava,
il bambino dal mondo dentro,
da solo parlava,
a chi non sa ascoltare,
solo lui rideva,
di risate non capite
era solo lui,
con la sua ignota pena...
il suo gioco durerà la sua vita intera,
non tramonterà, ne sciuperà
la sua innocente anima,
ma muterà, solo il suo corpo.
che importa a quel bambino infinito
se la gente di lui ha compassione?
lui gioisce, parla e gioca da solo,
tra gli altri che fioriranno,
effimeri fanciulli che
diventeranno uomini;
in lui invece si mostra il dono dell’infanzia...
per sempre...
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L'autore
Angelika
Angela Mori, per gli amici Angelika è nata lo 06/01/1979 a Catania dove tuttora vive. Diplomata all'Istituto Magistrale, ama la letteratura specie quella del periodo del romanticismo e del decadentismo di cui stima i grandi poeti come Baudelaire,Verlaine,Keats,e D’Annunzio. Amo la cultura celtica, Colleziona fate,ama l
Commenti (2)
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poeta per te zaza19 luglio 2013
Il mondo dentro, di questo bambino sfortunato, contrapposto al mondo fuori, innocente anima che avrà per sempre il dono dell'infanzia, il dono di una sola età, mancandogli le altre, le cui pene, oltre alle gioie, gli resteranno ignote. E' pena la sua ignota pena, ma lui non lo sa.
Danielinagranata19 luglio 2013
Non sai quanto mi abbia toccato questa struggente lirica mi hai fatto commuovere molto sentita

