Il potere
Sa volare il Potere,
Galoppare e sterrare,
Nuotare e trainare.
Nelle vene sa scorrere
Come fiume in piena
Che sfocia nell’infinito.
Oh, non è altro che sete il potere
E’ fame, il Potere!
Non è che brama,
Pazzia che gusta solo di felicità.
Aride le bocche inseguono
Quella linfa che da gloria
E procura invidie,
Ansiose le mani cercano,
Vertice di fama e celebrità.
Amano il Potere
E l’esultanza sta li,
Nel non saperlo contenere:
Più se ne ha, più se ne vuole!
Il Potere è come acqua di mare,
Sale che non sazia
Goccia di dannato miele,
Ambrosia di Dei,
Nettare infernale.
Esso è come una donna,
Come una vergine di sconfinate grazie
Da possedere.
©
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L'autore
Angelika
Angela Mori, per gli amici Angelika è nata lo 06/01/1979 a Catania dove tuttora vive. Diplomata all'Istituto Magistrale, ama la letteratura specie quella del periodo del romanticismo e del decadentismo di cui stima i grandi poeti come Baudelaire,Verlaine,Keats,e D’Annunzio. Amo la cultura celtica, Colleziona fate,ama l
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 novembre 2014
Nulla da eccepire sulla forma della poesia che è ben strutturata, sul contenuto ampiamente e volutamente provocatorio per stimolare la discussione tengo a precisare che più che a una donna io lo paragonerei a un maschio divoratore di sentimenti, il potere non porta a sentimentalismi e stride nel contempo con le sensibilità della donna.
