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Il Poeta Operaio
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Ho la mia poesia buona e anche la cattiva,
l’alcolica, la maniacale, la pervertita,
e con sangue, orecchie e dita di fuoco.
Ho poesie per bambini, adolescenti,
per gli amici di Hitchcock, per femmine in menopausa,
ho versi di mare per chi augura buonanotte,
poemi fatti nel putrido, nelle colone vertebrali, nel ombelico.
Ho la mia poesia domenicale, quella da ballo,
e quella di bagnare i piedi nelle cose,
ho le mie pazze strofe da baciare gli universi.
Ci sono in me rime assonanti da indurre il suicidio,
distruggere città, religioni, donzelle.
L’unica poesia che mi ha fatto guadagnare soldi,
era impopolare.
E in essa preferivo il mare all’architettura del’XX secolo.
©
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L'autore
Il Poeta Operaio
Il Poeta nasce a Lisbona nel 1981. Pieno di dubbi, comincia da subito a sfogarsi con pezzi di carta, ignaro del suo destino. L'Operaio nasce in Italia nel 2003. E' un lavoratore metalmeccanico, che scopre la solitudine e ricomincia a coccolare i suoi amati pezzi di carta, traducendo i suoi vecchi scritti in lingua port
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