Rime stonate

Tese
sulla fatica del respiro
stridenti
distanti dalla melodia di sentimenti
note
non più mie
rapprese nella muffa dietro stipi sigillati.
Gridano
le corde rovinate dalle unghie
agli occhi ormai profani
rimasugli di tempesta
e orme di sbagli
profonde sino alle ginocchia.
Rime stonate
l'accozzaglia di parole concave e convesse,
singhiozzi di monconi di silenzi
sui fogli sporchi d'emorragiche emozioni.
Neanch'io ne canto mai la fine.
Lascio che il vento
le spogli della cenere del cielo che mi sfida
piovendo insulti di ricordi.
L'asciugo
alle menzogne di promesse
accatastate sulla soglia del dolore
ne conto solo l'ombra
ché altro non so che la sua aria ottusa
nel ritornello asettico che plagia i sensi di tormento.
E ognora è senza musica quest'arte dell'attesa
antagonista della notte
analfabeta
sogghigna e scarabocchia
mentre ne bevo il calice di fango
accanto al fuoco
che ne divampa l'ira.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa24 luglio 2013
ricordi che fan male, anche a distanza di ombre che segnano la pelle. Intensa
L
Loreta Salvatore24 luglio 2013
Introspezione di rara bellezza dal lessico forte e graffiante. Un messaggio dolente ed amaro che svela in tutta la pienezza il disagio e l'interrogarsi circa gli eventi. Opera stupenda in tutti gli aspetti.

