Gioiosa e imperfetta
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (5)
un sorriso nel monologo con se stessa... la piena consapevolezza in questo tete a tete della propria essenza e dei valori radicati ed immutabili
sentirsi dal di dentro per divenire fiamma splendente ed unica...
...ho imparato una sola cosa nella vita, aver il coraggio di esser quel che si è non è è facile... più comodo, forse utile, millantare qualcosa in cui facciamo meno fatica a farci riconoscere... avere la forza di essere è grande prova ma provoca dolore e ulcera il pensato... sai cosa dire, questo è importante... e lo dici magnificamente
"Non cambierò un verso della mia poesia..." No, nessun verso va cambiato! E' un intimo colloquio con se stessi, sincero, profondo, che palpita e prorompe da dentro noi. Bisogna ascoltarsi spesso per stare bene, per "monitorarci", per aumentare l'autostima, perché tanto facciamo (pur tra tante imperfezioni del nostro essere) e, talvolta, non lo pesiamo adeguatamente. Lirica molto apprezzata. Notevole la chiusa con quel verso "E mi lascio raccontare...".
Credo che sia un sentire universale, lo scrivere come testimonianza di una parte di noi meno conosciuta da noi stessi. La poesia come terapia, come metafisica meditazione sì . ottima la chiusa





