Le ombre

Continuando il cammino,
la strada si chiude
verso un percorso ciottoloso e arso.
L'aria umida trattiene l'odore di salsedine.
Piano i profili delle figure si avvicinano,
avanzano con le palme tese in basso,
come ad indicar la terra.
Popolo di ombre così severe e mute,
vaganti tra i sassi e il sale,
qui non v'è più la stazione delle speranze attese
divelti gli ultimi binari solitari e tristi
non resta che il ricordo delle vite vissute.
Laggiù, lontano dove corre il vento,
c'é il mare misterioso di orli bianchi.
Il mare che guarisce, che non mente, non tradisce;
il mare, che senti ogni notte parlare alla luna
e raccoccontare al cielo le memorie
di un popolo con il viso al vento
pronto a non vestire la camicia nera.
Qui, dove dorme la vecchia ferrovia,
passavano i tedeschi, pronti al fuoco,
pronti a tutto pur di salire presto in continente.
Qui dimorava solo povera gente,
ma questo non é servito a niente.
Ma quando viene sera il mare sussurra al vento
storie vecchie che vivono di notte e di magia,
del vivere e credere che le orme antiche
quelle che il tempo ha ormai rapite,
vivono ancora presso l'anima silente.
Dopo saranno le virtù del futuro,
a tramandar di gente in gente
storie passate per queste strade ancora spente
dove speranza trema e timore attende.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
M
Tutte le opere →
L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!