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Introspezione 31 luglio 2013 · lettura 1 min · 2008 letture

Mea Pangea

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Negli scorci d'umori grevi spesso intravedo la reale sussistenza. Il bilanciare ardito delle placche di me stesso Questa pangea di volontà pacata serpe scorre fiume e ferro strofinando nembi e riflessioni dure Smottamenti sintomatici dell'anima tra scivolosi acquazzoni ed intemperie d'amori vischiosi e odi senza fiato Qui, su questo limo, nel recesso passo di me medesimo Il solitario garbuglio della verità offusca, affoga e poi svanisce
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Immagine di ©Stanisł aw Ignacy Witkiewicz

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (5)

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Paola Galli31 luglio 2013

questo connubio di continenti, di pezzi d'anima che coesistono scivolando l'uno sull'altro tra smottamenti ed intemperie! in questo ammasso di sentimenti, di turbamenti che scorre lento, ci si trova a volte ingarbugliati, nel solitario tentativo di risolvere o far svanire il riemergere di verità, amori ed odi che offuscano e strangolano il pensiero!! intensa scende in profondità!!

Massimiliano Moresco31 luglio 2013

Trovo molto pertinente la metafora dei continenti che, col loro incedere, con il loro continuo movimento, sembrano assomigliare al mare dell'inconscio dove, al suo interno, si trovano "placche" di immagini. Immagini le quali, nel loro insieme, formano un magma ribollente di idee, sensazioni, trame archetipali, che è difficile comprendere nella loro complessità paradossale. Acuta introspezione a mio avviso, scritta magistralmente.

nemesiel31 luglio 2013

Certamente originalissima ma, soprattutto, efficacissima metafora. L'anima e la mente con i loro cambiamenti, emozioni, vissuti proprio come "continenti alla deriva", come placche si muovono, si scontrano, si avvicinano e si allontanano... ma è questo movimento che le modella, che ne detrermina l'aspetto... e quindi la sussistenza. L'unità dell'essere e la sua comprensione che sembrava cosi chiaro, quasi una illuminazione, si offusca e svanisce... ma v'è il limo che, da sempre, è fecondo.

Stefano Drakul Canepa31 luglio 2013

rigorosa, fantasiosa, originale poesia simbolo di una creatività senza limiti... grande

Rita Stanzione3 agosto 2013

Contrasti interiori come placche in collisione... scontro inevitabile e dissestante. Ottima metafora. L'autore sa sempre stupire!