Fammenti

Sospeso nell'anima il giudizio,
forse riverso ebbri pensieri.
Saltando al gioco del campanaro
miro l'abililità del salto su una gamba.
Il gioco si compone di elementi instabili,
scossi da movimenti sussultori.
Dalle fondamenta si innalza la dimora.
E pulire dal fango è la vera fatica,
perché il vento soffi forte e asciughi i residui.
Specchiarsi nell'acqua alla fonte
e tergersi il volto rivolto al sole
tra gli ulivi saraceni e gli aranci selvatici.
stridono le gazze e le cicale impazzano
nel mezzogiorno di calura e sete che è forte,
arsa è la bocca, secca da non poter parlare
se non dopo l'acqua buona.
Scorre il tempo e ancora l'immobilità mi tiene,
sospesa, in attesa dei giorni futuri.
Aspetto seduta sulla scalinata vecchia,
barocca, di arenaria dimenticata
tra il frastuono del tempo in tumulto
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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