Suona chitarra
Cappuccio Anna Maria
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Mentre le dita sfiorano le corde tese della mia chitarra
Vola lontano il mio pensiero a catturar la tua anima
Deserta... libera come l’aria che respiro.
S’espande nell’etere la musica ed io la lascio andare
Segue fiduciosa la scia d’un motoscafo che sfiora l’onda
e s’aggrappa per venir da te che hai serrate
le imposte del cuore...
Sussurro alla luna i miei segreti e poi le chiedo:
Ascoltami... Come un mendicante t’imploro...
Regalami le stelle che sembrano fiammelle.
Regalami... Regalami le stelle sparse
come brillanti nel vasto firmamento e...
porgimi l’orecchio affinché nessuno può udire;
la voce si fa roca mentre a te confido il nome suo.
Nella notte avvolta dal mistero voglio appuntar
le stelle ad una ad una sulle coltri sue e lieve
come una carezza coprir le sue fattezze.
Con quelle che luccicano come brillanti
intrecciar vorrei i sui suoi capelli ricci.
La notte tesse la sua tela e m’aiuta a celarmi
nel’oscurità profusa e nel’esiguo spazio d’un attimo
poserei senza farmi udire un bacio sulla tua
diafana guancia e me ne andrei.
©
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L'autore
Cappuccio Anna Maria
Sono nata, in un paesino di montagna "Perdifumo" che si affaccia sulla costiera Cilentana in provincia di Salerno. Provengo da una famiglia di umili contadini. Qui ho vissuto i primi anni dell'infanzia poi dal 1956 alla metà del 1960 mi sono trasferita da alcuni parenti a Mestre dove ho iniziato la scuola dell'obbl
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 agosto 2013
Bellissima composizione poetica che segna un percorso di suoni che amabilmente si intrecciano con la poetica.

