La paura ed il Timore
Azar Rudif
263 poesie pubblicate
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Quando t'invade la paura
s'affievola l'alma fiamma
fino a far buio l'aura,
ogni dubbio s'amalgama
a occultar di ragion certezze
Dell'ignoto futur giungente,
indefinito informe mostro
si disegna vivo alla mente
ove la verità s'eclissa e simula
che la ver paura non è pel futuro giungente
ma è timor di restar nel presente sospesi
dimentichi del passato tempo.
Saremmo ancor senza foco
vinto Prometeo de la paura di Zeus
ma il timor d'una morente razza
superò olimpi e gelosi Dei
Fu la paura a lanciar l'odissea nave
tra Scilla e Cariddi fin alle Sirene,
provar della Circe e del Polifemo
o fu il timore di sentirsi piccolo uomo
inerme e nudo avanti agli Dei
fino a morir d'Itaca malìa?
Sarebbe rimasto un Cristoforo Colombo
se la paura di correr mari ignoti
lo avesse annegato nell'oblio,
invece è il Navigator Colombo
ché il timore di scoprir piccolo
lo mondo suo oltre le colonne d'Ercole
lo spinse a vincer marinai e venti
Allor che ai giganti mulini fecer guerra
fu di Sancho la paura d'esser mortale
fu di don Chisciotte il timor d'essere umano
senza lustro e senza onori per l'amata
che or è nota come Dulcinea.
La paura di andar per mondi ignoti
ferma ogni emigrante ed esploratore
ma il timor di perdere il proprio
spinge in altre terre l'emigrante,
quello d'esser solo ad esplorar
È la paura che un mondo crolli
senza giustifica e preavviso
che incatena i tuoi passi
ma è il timore di non costruire
e veder di quieta stasi la tua vita
che sarà il motore della tua esistenza
La paura della morte
il timore di non vivere
sono il motore che t'ha spinto
e or tu sei, ma non starai dove sei
c'è un universo di stelle
e non puoi perdertele.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
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Elle7 agosto 2013
A volte ci ribelliamo anche verso lo stato d'animo impietrito di un amico che persevera a rigirarsi nel suo dolore. E non sappiamo se si è costruito un caldo nido per lacrimare amore, ingiustizia e impotenza... ci fa male il suo arrendersi, la sua stasi... Con uno scatto di buona volontà propria e una mano protesa ci si salva da uno stato di stallo. Bisogna crederci a nulla valgono le parole amiche se dentro non scatta quella molla per abbandonare l'autocommiserazione...
Laura Maira7 agosto 2013
Fa male la stasi, la rassegnazione, il limbo che ci inghiotte quando non abbiamo più forza di lottare; ma la paura può essere vinta e anzi essere di stimolo per il cambiamento, per la salvezza. Grande questa lirica raffinata e dallo stile classico. Molto apprezzata


