Il mestiere dei nostri padri

La polvere di pomeriggi annoiati
seguitava ad annodarci i capelli
ed anche il setter di là dalla rete
s'addormentava all'ombra
sotto la magnolia in cortile
Il mestiere di tuo padre
sulla targa d'ottone in piazza
prima o poi sarebbe diventato tuo
a patto d'obbedire e di metter
sotto il tappeto i sogni
Il mestiere del mio era stregoneria
o raro vudù per farmi diventare
del tutto invisibile
così digrignava i denti immobile
certo che ci sarebbe riuscito
Oscuri cherubini noi
ridevamo isteriche per fatue nullità
Disperate e già deluse dalla vita
da cui non potevamo aspettarci altro
se non il ruolo di cloni o fantasmi
già previsto per noi anzitempo
dal mestiere dei nostri padri
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Commenti (3)
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omissam14 agosto 2013
...LA TUA LAUTA PROFONDITà mi colpisce sempre... il tuo verseggiare raggiunge picchincosolabili, vette dove l'ossigeno scarseggia e ilpensiero si fa asfittico e logorante... si, non è un modo di dire, sai esser veramente unica...
P
Pepita16 agosto 2013
Bellissima... credo che ognuno legga la storia della sua vita... padri che decidono e figli che subiscono fino a scomparire
P
Pepita16 agosto 2013
