Cosa aspettarsi ormai dalla notte
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (7)
che dolce poesia... circondata di versi che lasciano dolcezza... un po' di tristezza ... ma scorrevole e invitante alla lettura...
Sempre più caratterizzati da una sensorialità rude e distratta, stiamo perdendo la capacità di percepire le sfumature e l'essenza di ciò che ci circonda. Non riusciamo più coglierne la bellezza, diventando incapaci di gioire intimamente per la grazia delicata di un fiore al suo nascere, il profumo dell’erba, lo sfiorarsi di due mani... Apprezzata molto.
Rimane immobile Selene con i suoi raggi argentei che si assottigliano fino a scomparire, su un giardino dove non si coltiva neanche più la speranza. Luna mai assente, compagna di un progresso... regresso. Luna complice di sogni immensi su cartelloni stradali sotto la pioggia del nulla ...accartocciati
Una lirica densa di sentimento, interrogativi sospesi che si stupiscono sempre meno, eppure sognano ancora
Lirica incentrata sul valore delle sfumature, quelle piccole cose che, talora, fanno grande la vita. Leopardi diceva "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto!", a significare che gli uomini, allontanano da sè le illusioni, e quindi non possono che nutrirsi di arido vero, il che rivela come tutta la realtà, uomo compreso, sia destinata a compiere il perpetuo ciclo di nascita, vita e morte, per cui tutto quello che si vede è solo materia. Il fanciullo conserva le illusioni e grazie all'immaginazione può trovare grandi significati nelle piccole cose. Lirica efficace, con belle metafore ed una deliziosa e arguta chiusa: "guardiamo solo il dito che indica la luna". Piaciuta veramente!
Effettivamente è come se viaggiassimo col pilota automatico, la nostra esistenza e le nostre azioni caratterizzano la nostra inconsapevolezza. Poesia interessante per la sua capacità di coinvolgere il lettore con un stile vivace e molto coinvolgente.
da sempre l'uomo è trappola di se stesso. da sempre conosce, vede, annusa ma poi non arriva. Le trappole della mente, della massificata percezione di ciò che ci circonda è catena piombo ancorato alle caviglie . bella poesia







