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Riflessioni 16 agosto 2013 · lettura 1 min · 1205 letture

Cosa aspettarsi ormai dalla notte

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Cosa aspettarsi ormai dalla notte se già Selene sbiadisce il suo candore. Non più la perlea luce lampara di naviganti d’astri segna le rughe dei suoi oceani immoti. Come stanchi quei piccoli lumi vecchi occhi che guardano giù su questa terra che non sa d’umano senza più sapori né sensi né stupori. Solo le voglie sbandierate al vento di sogni vuoti in scatole di carta che la pioggia bagna macera appoltiglia E qui noi tutti. In questo smesso giardino di un eden da fondale serrati in fila miopi guardiamo solo il dito che indica la luna.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (7)

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Rosita Bottigliero16 agosto 2013

che dolce poesia... circondata di versi che lasciano dolcezza... un po' di tristezza ... ma scorrevole e invitante alla lettura...

Jibi16 agosto 2013

Sempre più caratterizzati da una sensorialità rude e distratta, stiamo perdendo la capacità di percepire le sfumature e l'essenza di ciò che ci circonda. Non riusciamo più coglierne la bellezza, diventando incapaci di gioire intimamente per la grazia delicata di un fiore al suo nascere, il profumo dell’erba, lo sfiorarsi di due mani... Apprezzata molto.

Rohara16 agosto 2013

Rimane immobile Selene con i suoi raggi argentei che si assottigliano fino a scomparire, su un giardino dove non si coltiva neanche più la speranza. Luna mai assente, compagna di un progresso... regresso. Luna complice di sogni immensi su cartelloni stradali sotto la pioggia del nulla ...accartocciati

Elle16 agosto 2013

Una lirica densa di sentimento, interrogativi sospesi che si stupiscono sempre meno, eppure sognano ancora

Salvatore Masullo16 agosto 2013

Lirica incentrata sul valore delle sfumature, quelle piccole cose che, talora, fanno grande la vita. Leopardi diceva "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto!", a significare che gli uomini, allontanano da sè le illusioni, e quindi non possono che nutrirsi di arido vero, il che rivela come tutta la realtà, uomo compreso, sia destinata a compiere il perpetuo ciclo di nascita, vita e morte, per cui tutto quello che si vede è solo materia. Il fanciullo conserva le illusioni e grazie all'immaginazione può trovare grandi significati nelle piccole cose. Lirica efficace, con belle metafore ed una deliziosa e arguta chiusa: "guardiamo solo il dito che indica la luna". Piaciuta veramente!

Massimiliano Moresco17 agosto 2013

Effettivamente è come se viaggiassimo col pilota automatico, la nostra esistenza e le nostre azioni caratterizzano la nostra inconsapevolezza. Poesia interessante per la sua capacità di coinvolgere il lettore con un stile vivace e molto coinvolgente.

EnzoL17 agosto 2013

da sempre l'uomo è trappola di se stesso. da sempre conosce, vede, annusa ma poi non arriva. Le trappole della mente, della massificata percezione di ciò che ci circonda è catena piombo ancorato alle caviglie . bella poesia