Gocce di carne
Sbalordisci la consapevolezza alla macchina da scrivere
Eppure i miei detrattori sono vuoto superficiale
L'apice della cialtroneria
Tutto fuorché finezza briosa
Eppure, non seguirei l'abitudine di questi scrittori volgari
Non mi nutrirei della loro finzione convenzionale
Me ne infischio di questi sapientoni,
Di questi poeti che chiacchierano a vuoto
Di questi poeti di cui scorgete le sopracciglia sollevate
Di questi poeti che vedete con occhi lusinghieri e applaudite
Di questi poeti semiaddormentati e sonnecchianti nel loro oblio
Di questi poeti che si appoggiano sui gomiti con le braccia incrociate
Pazzi- savi senza temi esotici
Uomini tetri, diventati vecchi prima ancora di essere giovani,
Che hanno gradualmente consumato gli spiriti e il succo vitale
Il fanciullo prodigio mi sta sullo stomaco
La divinizzazione di dove comandano i morti
Mentre io grido il tuo nome non provo né gioia né dolore
Dirama tenere gocce di carne
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Commenti (1)
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Marco Canonico Baca817528 settembre 2009
Poesia dal significato più che chiaro, scritta in maniera eccellente e personalissima come Domi ci ha... mai abituati, vista la molteplicità delle sue forme d'espressione. la banalità stanca, è proprio vero, ma ci avvolge senza il nostro consenso e ci rapporta ad un immenso 5! Molto, molto piaciuta!
