Vestita di rosso

Non so
nè importa quanta pelle ruberai
amarti
fà di me la preda
mi piega
sulla tua gola oscura
ventricolo d'inferno congenito
la paura,
morde la coda dei giorni riflessi
arma letale all'anima in catene
Gode, la furia del sopruso
si scheggia come vetro
tela di ragno
viscida, sostiene il suono delle ossa
covando ibridi silenzi
rannicchiati fra labbra cucite
e sguardi cavi
a tua immagine
plagiai la dignità indifesa
fin dove il cuore non sapeva,
ai rami irti di chiodi
appesa
a confidare al vento aberranti segreti
che il tempo affonda
come un pugno di sale
brucerò linfa alle radici della vita
prima dell'ora
Nudità violata, dalle braccia sulla faccia
dopo l'ultima prece
mi avrai
spezzata
sporca dei fendenti dell'ira
vestita di rosso
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
