Magia d'avorio e ruggine candita

Lungo i filari curvi delle ciglia,
appesi a grappoli di luce
riccioli di giorni senza peso fra le dita
corron via veloci
trascinati dal vento teso d'autunno
girotondo
per mano al cuore tremulo e lacrime rapprese,
giostra di foglie in balìa
senza un nido
cui trovare pace
Filtrano, dal sereno oltre la tempesta
i mille soli del sud,
magìa di un ebbro immergersi all'ablìo
carezzando savane
e onde immobili di sabbia
dipingo gli artigli consunti dell'oro che cola dal cielo
seta ramata
lucente veglia sui domani incolti
la patina del tempo
che indosso a dispetto della pioggia,
altrove
nonostante la trapunta di stelle
balzerà dalla soglia d'inverni cuciti alla pelle
a dirmi
del frinire dell'anima
al tepore d'innevate primavere infanti
sui glicini maturi
e della fiera
libera, dal giogo di sognare l'erba e la rugiada
libera
dal desìo frenetico del volo
sazia, di un eterno istante di rapita meraviglia
posar le ali
all'ombra di riverberi bagliori ambrati
e petali cadenti
Strappi silenti
al crepuscolo d'avorio e ruggine candita
quando il miracolo è nell'aria
e l'ineffabile
volteggia innanzi agli occhi.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Francesco Rossi13 settembre 2013
Ricca di riferimenti simbolici si presta ottimamente alla percezione intimistica dei lettori.

