La strega

Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti,
tra croci e preci e monaci impietosi:
Curasti gli ammalati tra i lamenti
dissero ch’eri strega quei potenti!
Torturata, straziata e condannata,
fosti legata a un palo e poi bruciata
per il tuo bene, per la tua salvezza,
da questi santi, mistici vegliata!
Questa è la fede, questa la speranza,
e ti gettavan acqua a ritardare
che tu esalassi l’ultimo respiro,
ma te ne andasti con un gran sospiro.
Accanto a te squartato un gatto nero
condivideva il tuo destino infame:
Una croce, una tiara, un tribunale.
Tal la pietà di chi combatte il male!
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L'autore
Dino Licci
Osvaldo (Dino) Licci nasce in Uggiano la Chiesa il 1° Agosto 1943 e consegue nel 1961 il diploma di maturità classica presso l’Istituto Capece della città di Maglie; si trasferisce a Roma dove frequenta con ottimi risultati tre anni della facoltà di medicina e Chirurgia ma, affascinato dalle teorie evolutive di Dar
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa13 settembre 2013
bella la forma e il contenuto, una poesia che mi è piaciuta molto! B r a vi s si m o
