Il ragno

T’aspetto, dolce aurora, alla finestra,
scruto tra i rami un segno, quel bagliore
che mi ridesti dalla notte mesta,
che fughi la tristezza dal mio cuore.
Finora m’ha tenuto compagnia
un ragno ballerino che tesseva
lesto leggera tela e levitava
e al suono dei miei ansiti danzava.
Un soffio un po’ più forte, un movimento
e lui si ferma immobile a scrutare.
Sembra si chieda che cos’abbia in testa,
dove lo porti questo lento andare.
Che vuoi pensare ragno ballerino
con quel cervello tanto limitato?
Lo stesso errore l’ho già fatto io,
Sommerso come te nel gran Creato.
Torna a danzare sulla lieve tela
ch’è trappola di mosche e di zanzare
ma che l’incanto della notte mesta
ha trasformato in pista per ballare!
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L'autore
Dino Licci
Osvaldo (Dino) Licci nasce in Uggiano la Chiesa il 1° Agosto 1943 e consegue nel 1961 il diploma di maturità classica presso l’Istituto Capece della città di Maglie; si trasferisce a Roma dove frequenta con ottimi risultati tre anni della facoltà di medicina e Chirurgia ma, affascinato dalle teorie evolutive di Dar
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