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Donne 14 settembre 2013 · lettura 1 min · 2449 letture

Gullandam, “bella come un fiore”

nemesiel 226 poesie pubblicate
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In questo mondo che non è un giardino, grasso di sprechi di precarie emozioni da divorare in fretta, dipingiamo giardini fondali di cartone per i nostri narcisi... Figli opachi, storditi, confusi dai nostri valori a buon mercato, figli che chiedono ciò che abbaglia e dà vuoto privi dei nostri no del nostro tempo... Figli del nostro dare comprando e mai pagando. E sotto gli occhi mi cade per caso il sorriso invecchiato di una bimba dagli occhi spenti senza un orizzonte. E' Gullandam “bella come un fiore”... col suo gambo reciso in questo mondo che non è un giardino.
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Dedicata a Gullandam, che in pashtun significa “bella come un fiore”, una bambina che a sei anni ha già visto in faccia l'orrore... come molti, troppi bambini.

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (7)

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Rosita Bottigliero14 settembre 2013

Nessuno si chiede il perché di tanto orrore... figli che non hanno un sentiero da seguire per l'assenza che diventa vuota sempre di più nel tempo... versi che fanno riflettere e sono esortativi anche a fare di più per debellare la solitudine... apprezzatissima.

emmalisa lucchini14 settembre 2013

i bambini meno fortunati sono dimenticati dal mondo intero. La nostra una società che vive tra le parentesi dell'ingordigia, ingranaggio che alimenta l'indifferenza, lo spreco e i vuoti di pensiero. Versi intensi fanno riflettere, nella speranza che con il tempo qualcosa possa cambiare che i fiori possano crescere e profumare di felicità nei giardini dell'uguaglianza. Apprezzata!! Poetessa di grande sensibilità.

Alberto De Matteis14 settembre 2013

Bella come un fiore... ma col gambo reciso. Versi, questi della brava Poetessa, molto incisivi e che fanno tanto riflettere sulla non certo velata indifferenza di noi adulti.

Massimiliano Moresco15 settembre 2013

E davvero tragica l'antitesi tra l'opulenza dei figli dell'occidente, spesso annoiati, incapaci di stupirsi, oberati da tanto bene che fa quasi male e i figli del resto del mondo spesso recisi dalla loro volontà di sognare, di volare nella propria fantasia, di ricevere un po' d'amore e serenità. Poesia che mi ha profondamente emozionato, apprezzo come viene sviluppata, con enfasi e passione. Poesia che da la sensazione di essere scritta con la volontà di conferire un senso di giustizia a questa tremenda piaga. O forse verrebbe da dire, a queste due tremende piaghe.

Rohara15 settembre 2013

Figli di benestanti... viziati e con velleità parassitarie ...figli amati troppo e accontentati , a volte pur non avendone la possibilità. Prossimi Uomini e donne senza vergogna e sensi di colpa per quei bambini che muoiono di fame o che vivono sotto la costante traiettoria di proiettili... Il nostro futuro... senza valori

Poesiaerre15 settembre 2013

Commovente lirica .Avvizzito... il candido giglio. Reciso stelo scheletrico ridotto alla fame, nel giardino di una società che vive nello spreco e nell'indigestione!

EnzoL16 settembre 2013

E troppi sono i Gullandam, troppi occhi e steli recisi . mi tocca