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Uomini 16 settembre 2013 · lettura 1 min · 2411 letture

Vedrai

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Vedrai come cadranno i tuoi petali, Come si inabisseranno i tuoi soli Quando il tuo anelito Diventerà solo un sottile alito. Vedrò io, un uomo nudo Lontano riflesso Di uno sperduto Dio. Resterai solo. Resterà solo il tremolio O il lento logorio Che conduce lento, lento, all'oblio. Vedrai castelli di sabbia Disperdersi nell'aria Assoggettati, alla sovranità della storia. Vedrò salire la rabbia In mille onde In mille tramonti Rimossi Da strazianti lamenti.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Antonella1716 settembre 2013

il futuro e la caducità delle cose fatue... e il dolore che ne deriva nell'uomo che vive con le sue innumerevoli fragilità... versi molto intensi.

carolina parrilla16 settembre 2013

Tutto viene, tutto va in questa nostro esistere fatto di transietorietà mal'uomo è attaccato alle cose che fanno parte della sua vita il perderle cagiona dolore, silenzio, vuoto, bella e profondi questi versi in un contesto poetico armonioso e coinvolgente, apprezzata

Rosita Bottigliero16 settembre 2013

Il futuro è incerto dietro i sogni che l'animo si è prefissato... vedrai cose che resteranno sole... bellissima riflessione...

Francesco Rossi16 settembre 2013

E' stato bravo l'autore che ha poetato in modo diretto lasciando però quell'ermetismo positivissimo nei confronti della libera percezione del lettore.

Antonio Biancolillo16 settembre 2013

Quasi un monito per sé e per gli altri…quella sensazione dell’aria viziata che si sceglie di respirare spingendo sui passi veloci ogni prossimo domani così lontano da quel Dio che sorride…sui forse che ci ostiniamo a camminare …pur sapendo che un giorno ci troveremo sulla sponda senza nome. Strugge questa poesia che ha il sapore di ravvedimento, di pentimento e che mostra tutta la difficoltà di camminare il giusto sentiero... nell’incertezza di ogni futuro… Secca la chiusa, molto efficace… Apprezzatissima...

Alberto De Matteis16 settembre 2013

Una riflessione attenta, acuta e puntuale sull'uomo e sulla caducità delle cose. Versi veri e molto piaciuti.

Carla Colombo21 settembre 2013

Lucidamente sentita, con retrogusto di disincanto e impotenza