Un Dio è morto sulla croce
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (14)
Interessante esposizione del pensiero di un poeta sempre molto attento e acuto nel mettere il dito nella piaga, viene da domandarci, come mai l'uomo che in verità teme tanto la sua morte, non esita a tenerla nel suo pugno spargendola in nome d'una presunta ricerca di libertà e giustizia.
gli orrori della guerra. ... versi reali... molto apprezzata...
dentro l'incombente destino bellico un verso molto bello ridona speranza "una donna rinasce nel travaglio...", rendi bene la contrapposizione Vita/Morte,
Le due facce della medaglia. Una nascita nella e per la gioia e una morte non voluta ma imposta da chi non percepisce l'individuo nella sua singolarità, ma vede in lui un'arma da usare a proprio vantaggio. Un'arma per distruggere ciò che di bello e più importante c'è: la vita e la pace. Concatenamento di versi, emozioni situazioni che il poeta narra con estrema maestria facendo riflettere.
Dualismo vita- morte... Un bambino nasce e assieme a lui nasce una stella... Un soldato muore in guerra (magari in missione) perché così hanno deciso i potenti e una giovane vita viene recisa. Versi che portano a una profonda riflessione... Non si può, non si deve morire così senza nemmeno capire il perché. Questi versi mi ricordano "la guerra di Piero" di De André.
Riflessioni sempre profonde da parte di questo autore che ancora una volta non si smentisce. Già è stato riportato il richiamo a "La guerra di Piero" di De Andrè alla quale istintivamente ho pensato anch'io, dove la guerra abbracciata dai pochi comporta inevitabilmente la morte dei più che non c'entrano niente... gente chiamata ad odiarsi ed a uccidere per paura di perdere la propria vita! È quindi la psiche dell'uomo una scacchiera dove il bianco ed il nero si alternano nella stessa misura... nel tentativo di sopravvivere alla sua stessa natura autolesionista. Poetica di spessore che porta inevitabilmente alla riflessione.
Forse se l’uomo riflettesse veramente prima di prendere una decisione tante sofferenze verrebbero meno, ma al giorno d’oggi al punto in cui siamo, sembra proprio che ciò sia impossibile.
Una lirica di grande spessore che mette in risalto l'evidente contrasto tra la vita e la morte; la vita che nasce dal travaglio e dà tanta gioia, la morte, quella non voluta, che provoca solo tragedie.
Interessante e intelligente esposizione di un dualismo morte/vita. Nelle prime strofe la morte ed il dolore portano amore, vita e luce... il Cristo e la sua croce, la donna che partorisce... quindi sofferenza che porta frutti, sofferenza che è mezzo per un traguardo d'amore. Ma a cosa porta la morte di uomini in guerra?...Nè pace, ne luce, né amore... L'uomo condotto al macello ("con occhi da bue e buio da bere"...eccezionali immagini) da altri uomini... per una fine che è da brividi nella sua semplice verità.
a volte viene da pensare che siamo l'unica spina nel fianco del mondo vero? La capacità di distruggere è di non creare pare esclusiva dell'uomo. Ma io spesso mi dico, forse è necessario anche questo. Forse Hitler e guerra e merda sono importanti tanto quanto il creare un ospedale, per la crescita della nostra stessa razza. D'altronde tutto ed ogni cosa è nata da un esplosione ... me lo dico, non so s'è corretto bella lirica
Argomento direi... spinoso trattato con grande poetica; la mente non mente mai a se stessa, verso estremamente significante come quello sulla donna che si staglia al cielo: come scrisse Goethe l'eterno femminino ci trae al superno.
Mi ha scosso questa riflessione. Versi in ascesa dalla Morte verso la vita, ma che alla Morte discendono. Apprezzo tantissimo questo Autore che non guarda, ma osserva... che non ode, ma sente... che riflette e per il gioco degli specchi ci fa riflettere. Apprezzato sempre.
una grande emozione leggere questa lirica tutta rivolta alla rinascita. Stupenda anche l'accenno alla morte del Cristo. versi assolutamente intensi che donano serenità al lettore.
Una riflessione molto profonda che induce ad una ricerca in noi stessi e a riflettere sul vero senso della vita. Lirica letta piacevolmente, ben stilata e di alto contenuto. Molto apprezzata.













